
la rincorri per una vita, poi ti accorgi già di esserlo, ma non te ne eri ancora accorta
mercoledì 31 dicembre 2008
BUON 2009 !

lunedì 29 dicembre 2008
poverina!

Sarà la batteria? NOOOO,
sarà le candele? NOOOOO
siccome mio marito ha fatto in passato l'apprendista meccanico, ha aperto il cofano e mi ha dato la sentenza....
"LA POMPA DELLA BENZINA E LA DISTRIBUZIONE".
Porcaccia la miseriaccia, solo questa mi mancava, una mazzata del genere prima di capodanno non è il meglio che uno possa desiderare. Lo so che comprando una macchina usata e dopo averla utilizzata senza problemi per due anni me lo dovevo aspettare che prima o poi mi lasciasse a piedi. L'unica fortuna (ammazzatè che fortuna!) è che in questo periodo sono in ferie e quindi non mi urge ripararla, ma entro la prossima settimana deve essere a posto. Sennò vado dal concessionario e mi prenoto la fuoriserie che è sopra nella foto, hai visto mai che almeno non mi dà problemi di distribuzione?
martedì 23 dicembre 2008
lunedì 22 dicembre 2008
23 Dicembre "LA SQUILLA"

Il 23 dicembre è un giorno speciale per chi è nato e continua a vivere a Lanciano, il dolce e ripetuto rintocco di una campana della torre civica, che suona dalle ore 18,00 alle ore 19,00, ricorda ad ognuno di pregare e perdonare. Tutti tornano nelle proprie case per scambiarsi auguri e regali, in un rituale di pace e di concordia che continua a conservare tutta la caratteristica di un'usanza antica. Secondo la tradizione, la squilla ricorda il viaggio che un arcivescovo di Lanciano, Tasso, compiva ogni anno dal 1588 al 1607, a piedi scalzi dal suo palazzo alla chiesetta dell' Iconicella, distante circa 3 Km, in segno di penitenza e per ricordare il viaggio dei pastori verso la grotta di Betlemme; molti fedeli lo accompagnavano per ascoltare la sua breve predica di pace. Durante il pellegrinaggio la campanella suonava senza mai fermarsi, si fermava soltanto al rientro del vescovo nel suo palazzo. Per i lancianesi la campanella della squilla è il simbolo ed il rito del Natale in tutto il suo complesso significato. Il Toschi sostiene invece che la squilla sia il trasferimento del rito della riconciliazione del giovedì santo comune in tanti altri paesi e regioni d'Italia, al ventitré dicembre della città frentana, dove ha assunto tutte le caratteristiche di una tradizione particolare ed originalissima, tanto è ancora legata al patrimonio spirituale della popolazione. Nonostante gli innumerevoli cambiamenti rispetto al passato, questa tradizione non è ancora scomparsa e la sera dell'antivigilia di Natale la campana fa ancora sentire i suoi rintocchi e apre le feste natalizie. Il ventitré dicembre 1984 si è svolta la prima riedizione di tale consuetudine; ora ogni anno si può assistere al pellegrinaggio dal centro città alla chiesetta dell'Iconicella. Ciascun fedele porta in mano una candela, le fiammelle delle decine e decine di candele illuminano il corteo che avanza avendo come sottofondo il suono della magica campana. Chi non partecipa al corteo può accendere una candela nella propria abitazione. La Squilla si potrebbe definire come la festa della famiglia a Lanciano e forse in nessun altro giorno dell'anno il legame familiare è cosi tenacemente sentito; la campanella è il segno della pace.
La Squije di Natale
La Squije di Natale dure n'ora eppure quanta bbene ti sumente!
Allegrezza, ànema mia,Che te chiama lo tuo Dio:Allegrezza, ànema mia.
LA SQUILLA DI NATALE - La squilla di natale dura un’ora eppure quanto bene aumenta!
La gente si inginocchia e recita orazioni. Attenti, che quella è l'ora in cui la Madonna giunge a Betlemme. Ci sono lacrime di tenerezza e lacrime di dolore, lacrime per il ricordo delle persone care che trapassarono! Finite le orazioni, si alzano tutti i figli baciano la mano ai genitori, al nonno, allo zio, alle zie, e: -Buon Natale, babbo! Buon Natale, mamma! ecc.- E babbo e mamma e zie, ecc., si frugano nelle tasche, donde esce sempre qualche moneta per i buoni figlioli. Qualche ora dopo, i figli e le figlie che si trovano fuori di casa per ragione di matrimonio, tornano alle case paterne a fare gli auguri; a rendere gli omaggi di affetto e di venerazione agli autori dei loro giorni. Simpatica costumanza!(2). Simile ma più precisa nei dettagli è la relazione di Finamore, come è noto di Gessopalena (Ch) ma vissuto a Lanciano dove fu preside del Liceo ginnasio e pubblicò molte sue opere. "... Da un'ora a due notti (6 e 7 p.m.) dell'antivigilia di Natale, in memoria del viaggio della Madonna a Betlemme, suona a disteso della torre civica la campanella, che tutti i giorni, dalle ore 8 alle 8,30 a.m., chiama i canonici ai divini uffizi. Col cominciare della Squilla, cominciano gli spari in tutti i punti della città, e nella campagna; e, incalzando sempre, finiscono, al finire della Squilla, in un protratto e assordante fuoco di fila. Intanto, a misura che l'ora passa, né ritrovi e né negozi gli avventori diradano, le botteghe si chiudono; è un via vai di persone, frettolosamente s'incrociano per essere a casa. Al finire della Squilla, le strade sono deserte; le case popolate. I padri di famiglia ancorché non avessero l'abitudine di rincasare a quell'ora, sono in mezzo a figli; i quali, al cessare della Squilla, annunziato al suono festivo di tutte le campane, dopo una breve orazione recitata in silenzio e in ginocchioni, baciano la mano ai genitori. Lo stesso fanno i servi, augurando il buon Natale, e tutti, successivamente, ricevono le mance, per lo più, in danaro. Nel tempo stesso, gli sposi visitano le spose, scambiando regali. Ben diversa è la scena in quelle famiglie nelle quali dura il lutto per la morte di un congiunto avvenuto nell'anno. Anziché liete parole d'auguri, è uno scoppio di pianti, un doloroso richiamo dell'assente. Cosi, nello stesso tempo, dove si trova la voluttà della gioia e dove quella del dolore!. l'ora della Squilla e il suono di tutte le campane della città, la spiegazione della costumanza nell'esigenza di commemorare il viaggio della Madonna a Betlemme, i colpi di fucile, la preghiera ed il ricordo dei morti, il baciamano e la conseguente marcia.
domenica 21 dicembre 2008

giovedì 18 dicembre 2008
Perplessità

E' da qualche giorno che ho sentito la nuova proposta del ministro Brunetta, circa l'equiparazione dell'età pensionistica tra uomini e donne.
Ok, che ci deve essere uguaglianza di trattamento, ma perchè iniziare dall'età per andare in pensione.
Alle donne la diferenza di età pensionabile era riconosciuta perchè ci si rendeva conto dell'aggravio di fatica circa il fatto che le donne quando lavorano fuori casa, fanno due lavori. Ovvero, fanno le mamme (mettendo al mondo i bambini e crescendoli, poi fanno le mogli e le casalinghe, il tutto contemporaneamente al lavoro da dipendente. Perciò perchè non iniziare ad equiparare il trattamento retributivo. Infatti, e questo lo dico senza temere smentite, che le donne a pari mansione prendono in media circa 200,00€ in meno delle donne. Infatti quando lavoravo come banconista di salumeria al supermercato il nostro collega maschio (che si rifiutava di occuparsi delle pulizie serali del banco frigo perchè lui era "maschio") percepiva 500.000£(250€) in più di noi donne. Infatti noi donne prendevamo 900.000£(450€) e lui invece 1.400.000£(700€) . A noi ci veniva propinata questa differenza come legale, per poi accorgermi quando sono andata in maternità (e quindi lo stipendio lo percepivo dall'INPS)che quella doveva essere anche la mia retribuzione.Ma ho saputo da una mia amica impiegata che anche da loro in banca c'è una certa differenza di trattamento fra maschi e femmine.
Quindi non solo le donne prendono meno stipendio dei maschi, ma fanno anche le mamme, le mogli e le casalinghe. Poi dopo aver sgobbato il doppio per una vita, devono andare in pensione alla stessa età dei maschi perchè c'è la pari opportunità....MA VA' LA'!!!(per non dire di peggio). Io ho la fortuna di avere un marito che non si è mai fatto il problema di dover cucinare, fare la spesa o occuparsi del figlio, quindi io la mia pari opportunità la sto vivendo in casa. Ma quante donne devono lavorare con uno stipendio non consono, e occuparsi di tutto perchè il marito è latitate come presenza coniugale e paterna. Beh, a questo punto mi viene da dire: MINISTRO BRUNETTA, LA NOTTE INVECE DI PENSARE A COME COMPLICARE ANCOR DI PIU' LA VITA ALLA GENTE, DORMI!! COSI' FAI MENO DANNO!!!
sabato 13 dicembre 2008

martedì 9 dicembre 2008
Giò Di Tonno - L'amore è un elefante - videoclip per l'AIL
Sono stata alcuni giorni fà al concerto che Giò Di Tonno ha tenuto per la Croce Rossa a Chieti. Non lo avevo mai acoltato davvero, ma è stata una piacevole sorpresa ascoltare dei brani molto ma molto belli, con la sua voce altrettanto bella e che dire, è proprio una bella persona e anche se sono sposata, non sono cieca perciò posso anche dire che è molto bello e la tv non gli rende merito. E' stato non solo bravo, ma gentilissimo. Noi eravamo arrivati con molto anticipo sul servizio e quando ci ha viste per lungo tempo in piedi si è avvicinato per fare quattro chiacchiere, senza tirarsela per niente e tra le altre, scherzando anche sul fatto che lui da pescarese sfegatato, ha fatto un CD la cui copertina ha come colori predominanti il nero e il verde (i colori dlla squadra del Chieti).Per chi non lo sapesse, fra le tifoserie del Pescara e del Chieti c'è una rivalità storica.
Questa canzone del video, è l'inno nazionale dell'AIL, che lui ha scritto per l'AIL di cui è testimonial da diversi anni.
lunedì 1 dicembre 2008
Celine Dion - Fade Away [MUSIC VIDEO]
Mi è capitato di sentire questa canzone, ma poi il testo tradotto mi ha entusiasmata, quindi una bella canzone con un bel testo e una splendida voce
"Svanire"
Ho imparato dal passato
Che niente dura
Capisco che ora
Tutto è cambiato
Quando sei andato via
Ma in qualche modo sono sopravvissuta
Anche se con rammirico
Imparo a dimenticare
E continuo solo ad andare avanti
Perchè quando l'amore se ne va
Devi essere forte
Una volta preso dal dolore
Non sei più lo stesso
Ma il tempo può guarire di nuovo il tuo cuore infranto
Perciò lascia che le nuvole ti portino via
Solo che svaniscano, svaniscano
Perciò provo a sorridere
Ma dopo un secondo
Tornano i ricordi
Ma non voglio cedere
Perchè so che dopo
Il mio cuore appassirebbe
E questa volta ho imparato
Che l'amore può bruciare
E' come una fiamma incontrollabile
Non è giusto o sbagliato
Ma il tempo può guarire di nuovo il tuo cuore infranto
Perciò lascia che le nuvole ti portino via
Svaniscano
So che un giorno lo troverò
Lo sento ancora
Ma finchè lo faccio, continuerò a farlò
Per me stessa
Una volta preso dal dolore
Non sei più lo stesso
Ma il tempo può guarire di nuovo il tuo cuore infranto
Perciò lascia che le nuvole ti portino via
Solo che svaniscano, svaniscano
Una volta preso dal dolore
Non sei più lo stesso
Ma il tempo può guarire di nuovo il tuo cuore infranto
Perciò lascia che le nuvole ti portino via
Perciò lascia che le nuvole ti portino via
Solo che svaniscano, svaniscano
sabato 29 novembre 2008

Comunque buon fine settimana a tutti!!
lunedì 24 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

lunedì 17 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
lunedì 10 novembre 2008
Un pò di Croce Rossa

Il giorno 11 dicembre dello stesso anno si tiene, a Milano, un congresso in cui si approva il regolamento del Comitato di Milano come Comitato Centrale per il coordinamento delle attività dei costituendi nuovi comitati.
Il 20 giugno 1866 l'Italia dichiara guerra all'Austria e le prime quattro "squadriglie" di volontari partono alla volta di Custoza.
Da allora la Croce Rossa Italiana è sempre presente e attiva nei conflitti che vedono impegnata l'Italia, sino alla II guerra mondiale.
Nello stesso tempo si occupa della lotta alla tubercolosi e alla malaria. Crea stazioni, ambulatori e ambulanze antimalariche nelle Paludi Pontine, in Sicilia e in Sardegna. Da allora la C.R.I. è presente su tutto il territorio nazionale dall'alluvione nel Polesine del 1951 alla frana che ha colpito Sarno nel 1998.
Nati per soccorrere
Più di cento anni di storia, più di cento anni di solidarietà, di sacrificio, di abnegazione, più di cento anni al servizio dell'Umanità. Dapprima volta al soccorso dei feriti in guerra, la Croce Rossa è oggi la più importante associazione umanitaria. Per la diversità delle azioni che sviluppa nel campo del soccorso, della salute e della solidarietà testimonia uno spirito all'avanguardia nella lotta a tutte le forme di sofferenza.
La Croce Rossa aiuta e sostiene le persone portatrici di handicap, assiste le persone in fin di vita, spezza le grandi solitudini. Ovunque vi sia sofferenza, soprattutto dove la dignità dell'uomo è ignorata, dove la società non sa più o non può più proporre soluzioni, là dove si manifesta un bisogno, dove non vi è più alcun rifugio, la Croce Rossa porta la sua esperienza acquisita in più di un secolo di tradizione.
Da più di cento anni il suo solo pensiero è l'Uomo.
Fedele all'impegno del suo fondatore Henry Dunant, "placare tutte le sofferenze umane senza distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale o di appartenenza politica" la Croce Rossa estende questo principio in ogni sua azione.Oggi l'Associazione Italiana della Croce Rossa ha saputo trasmettere questo spirito pionieristico a migliaia di volontari che concretizzano la sua vocazione umanitaria. Ogni anno essi mettono in opera numerosissimi programmi a favore delle persone più vulnerabili, adottando risposte specifiche ad ogni problema particolare.
Poiché la Croce Rossa si è posta l'obiettivo di rimuovere le nuove sfide con le quali la società civile si confronta, si rivolge ai giovani in difficoltà, alle persone senza fissa dimora, agli anziani che la malattia e l'isolamento allontanano del tutto, alle popolazioni vittime in Paesi in situazioni di crisi. In cento anni la Croce Rossa è diventata così generalista e specialista secondo le necessità, portandosi vicino a coloro che il dolore non risparmia, in Italia e nel mondo.
"Siamo venuti per allontanare la sofferenza, la miseria, l'isolamento, vi è in noi la preoccupazione costante di non voltare il viso alla prova, questo desiderio intenso di diffondere il bene e questo slancio di umanità, ragione d'essere della Croce Rossa".
TRATTO DAL SITO NAZIONALE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA
mercoledì 5 novembre 2008
Nikka Costa - On my own(original clip)
Se devo pensare ad una canzone che mi ricorda la mia infanzia, questa è quella che più mi emoziona ricordare.Avevo imparato non solo a suonarla al pianoforte, infatti la cantavo pure a squarciagola in camera mia.
I miei se lo ricordano ancora con orrore quel mio periodo.
martedì 4 novembre 2008

A dispetto del titolo, che può rimandare a qualcosa di osceno o chissà che cosa, è invece una delicatissima storia, che anche cercando le parole non potrei mai essere chiara e quindi mi rifaccio alla descrizione che è nella sovracopertina del libro stesso.
Settembre 1943, Abruzzo centrale, conca di Sulmona. Ada è una giovane vedova provata dalla vita, con due figli piccoli. Da quando ha perso il marito si è adattata a fare ogni lavoro, rinunciando completamente a se stessa. È però fiera e orgogliosa, e sa nascondere le ristrettezze in cui vive. A volte se ne va da sola sui monti, come una pazza, a raccogliere gli òrapi - una verdura selvatica - e a piangere, là dove finalmente nessuno la vede. Dopo l'armistizio, le truppe tedesche calano sull'Appennino centrale, per attestarvi la linea Gustav. L'Abruzzo si avvia a pagare alla guerra il suo tributo di devastazioni, violenze, eccidi consumati a danno della popolazione inerme; questo mentre i bombardamenti angloamericani riducono interi centri abitati a cumuli di macerie. Nel dolente microcosmo di Ada compare un giorno Helm, un soldato austriaco di venticinque anni, con indosso l'uniforme della Wehrmacht, il quale pian piano entra nel suo mondo.
Spero con questa descrizione, di aver stuzziacato la curiosità di chi come me ha la passione per i libri.
Poi, è ambientato in Abruzzo, e racconta di un periodo storico che io dai racconti conosco molto beneo. Tante volte dai miei zii e nonni ho sentito raccontare delle atrocità che vengono descritti nel libro, delle SS della Wehrmacht, dei Canadesi,
Da mio nonno partigiano, ho saputo di tutto quello che avveniva sui monti sulla linea Gustav, della paura, delle speranze, della fame, del'incertezza per il futuro. Ho saputo del fratello di mia nonna che per essersi rifiutato di salutare un fascista è stato trascinato via e non è mai più tornato.
Oggi, quando sento dire da qualche ragazzino idiota che si professa fascista o nazista, mi viene spontaneo ribattere come diceva mio nonno: Ti ci farei vivere in quel periodo per 5 minuti, così non ti azzarderesti a dirlo neppure per scherzo.
domenica 2 novembre 2008

sabato 25 ottobre 2008
Bambini
Questo video è riuscito a farmi sorridere un pò, a farmi riflettere e anche a commuovermi...anche se non ci vuole poi tanto a me che ho la lacrima nel cassetto! In questo video sono racchiusi tutte le gioie e le speranze che ogni bimbo DEVE AVERE ma anche tutte quelle paure e quelle brutture che ad ogni bimbo DEVONO essere risparmiate
Datemi un vostro parere dopo averlo visto tutto!
lunedì 20 ottobre 2008
Si ricomincia la settimana....

venerdì 17 ottobre 2008
giovedì 16 ottobre 2008
Gatto Panceri - Mia
Finalmete l'ho trovata!!
Questa è una delle canzoni che ascoltavo quando uscivo con il mio moroso che poi oggi è mio marito...anzi era lui che me la dedicava ogni volta che poteva, anche per radio (a proposito, vi ricordate i mitici programmi radiofonici di dediche?)
Che ve ne pare di testo e musica? Basti dire che sono ancora quì in lacrime nonostante siano passati 18 anni, e con tanta nostalgia di quel bel periodo.
mercoledì 15 ottobre 2008

domenica 12 ottobre 2008
BUONA DOMENICA
giovedì 9 ottobre 2008

domenica 5 ottobre 2008
post al video
lunedì 29 settembre 2008

Ho appena finito di leggere il libro di ZANA MUHSEN dal titolo: VENDUTE!Una drammatica storia di vita raccontata in prima persona da una ragazza costretta, insieme a sua sorella, a crescere troppo in fretta, lontano dalla propria terra natale, dalla propria madre ma, soprattutto, la storia di due adolescenti inglesi letteralmente vendute dal loro stesso padre.Una testimonianza agghiacciante dello sfruttamento delle donne nello Yemen.Ciò che principalmente colpisce di questo libro è la semplicità utilizzata da Zana per descrive le terribili esperienze vissute.In un Paese dove la donna è ancora considerata alla stregua di una schiava.In un Paese dove non c'è spazio per i sentimenti.In un Paese parole quali amore, felicità, solidarietà acquistano un significato ben diverso da quello che conosciamo noi.In un Paese dove talvolta i figli non rappresentano una gioia per la famiglia in cui nascono, ma sono solo fonte di vergogna.Ciò che fondamentalmente vuole trasmettere questo libro è il significato della libertà, condizione umana indispensabile nella vita di ogni singolo essere vivente.La società in cui viviamo oggigiorno ci porta a credere che la condizione umana sia notevolmente migliorata negli ultimi dcenni ma, purtroppo, non per tutti è così.Sono molti, oserei dire troppi, i Paesi in cui le donne non hanno alcun diritto all'interno della società.In suddetti luoghi una donna non può permettersi di avanzare pretese, di formulare pensieri, di mettersi in discussione e il principale scopo della sua vita è mettere al mondo figli sani e, soprattutto, maschi.Una lettura indubbiamente interessante ed educativa, adatta a tutti coloro che sono intenzionati a saperne di più riguardo alla condizione femminile in un Paese diverso dal nostro.Vi riempirà il cuore di emozioni, vi insegnerà che nella vita non bisogna mai arrendersi e che la speranza e la forza di volontà sono qualità indubbiamnete preziose. Ma, sopra ogni altra cosa, spero che questo libro vi renda consapevoli dell'importanza della libertà di ogni singolo essere umano, condizione fondamentale nella vita di chiunque.Ma ci fa anche comprendere che non sempre è facile dare giudizi affrettati sulla cultura e le tradizioni di altri popoli e altre civiltà. Quello che a noi può sembrare barbaro e incivile, in quei paesi è la quotidianità...volendo o dolendo.Dare giudizi, rende prima di tutto noi stessi incivili. Pretendiamo che venendo nei nostri paesi si adeguino alle nostre usanze e alla nostra cultura, a volte anche religiosa ma per la stessa ragione non dovremmo cambiare la loro nei loro stessi paesi. Ovviamente il libro tratta della condizione femminile diasagiata di Zana e di sua sorella Nadia, che vivevano in Inghilterra.
sabato 27 settembre 2008
lunedì 15 settembre 2008
Rieccomi!!
Mi piacerebbe inserire qualche foto, ma ho il PC che fa le bizze, appena potrò lo farò volentieri
giovedì 28 agosto 2008
CIAOOOO!!!!

mercoledì 27 agosto 2008
La vita è bella - music video
Questa è la traduzione di questa splendida canzone gioiosa e ottimista e... LA VITA E' BELLA sempre e comunque!
Sorridi,senza una ragione
Ama,come se fossi un bambino
Sorridi,non importa cosa dicono
Non ascoltare una parola di quello che dicono
perchè la vita è bella così.
Lacrime,un'ondata di lacrime
Luce,che lentamente scompare
Aspetta,prima di chiudere le tende
C'è ancora un altro gioco da giocare
e la vita è bella così.
Qui con i suoi occhi eterni
sarò sempre vicina quanto te
ricorda da prima
ora che sei là fuori con te stesso
ricorda cos'è vero
e quel che sognamo è solo amore.
Conserva la risata nei tuoi occhi
presto verrà premiato il tuo aspettare
non dimenticheremo i nostri dolori
e penseremo ad un giorno più allegro
perchè la vita è bella così.
Non dimenticheremo i nostri dolori
e penseremo ad un giorno più allegro
perchè la vita è bella così.
C'è ancora un altro gioco da giocare
e la vita è bella così.
venerdì 22 agosto 2008

mercoledì 20 agosto 2008
Riflessioni

sabato 16 agosto 2008
2006 (Live Cagliari) - No potho reposare - Andrea Parodi
Una voce splendida nonostante la malattia, che lo portò via solo alcune settimane dopo questo concerto. Una canzone che ascoltai per caso e che ogni volta che l'ascolto mi dà un profondo brivido. Il testo è una poesia della tradizione sarda in musica...
Non posso riposare, amore e cuore,
sto pensando a te ogni momento.
Non essere triste gioiello d'oro,
né in dispiacere o in pensiero.
Ti assicuro che bramo solo te,
che t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
Amore mio, gioiello da stimare,
il mio affetto a te solo e' dato;
se avessi avuto le ali per volare,
mille volte all'ora avrei volato;
per venire almeno a salutarti,
o solamente per vederti.
Se mi fosse possibile d'angelo
di spirito invisibile prenderei
le forme; ruberei dal cielo
il sole e le stelle e formerei
un mondo bellissimo per te,
per poter dispensare ogni bene.
Testo in sardo:
Non potho reposare amore e coro
pensende a tie soe donzi momentu.
No istes in tristura prenda e oro
né in dispiacere o pessamentu.
T'assicuro ch'a tie solu bramo,
ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
Amore meu prenda de istimare
s'affettu meu a tie solu est dau;
s'are iuttu sas alas a bolare,
milli bortas a s'ora ippo bolau;
pro benner nessi pro ti saludare,
s'attera cosa non a t'abbissare.
Si m'esseret possibile d'anghelu
d'ispiritu invisibile piccabo
sas formas; che furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.
Linda - Aria, sole, terra e mare
caspita, non avrei mai pensato di riuscire a inserire un video...a dir la verità devo ancora capire bene come ho fatto...
Comunque, questa è una bella canzone che mi mette sempre allegria e voglia di ballare e soprattutto voglia di spensieratezza. Il video poi vale la pena di vederlo!!!
giovedì 14 agosto 2008
mercoledì 13 agosto 2008
Questo Amore

Questo amore Così violento Così fragileCosì tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo Questo amore così vero Questo amore cosí belloCosì felice Così gaio E così beffardo Tremante di paura come un bambino al buio E così sicuro di sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notteQuesto amore che impauriva gli altri Che li faceva parlare Che li faceva impallidire Questo amore spiato Perché noi lo spiavamo Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Questo amore tutto intero Ancora così vivo E tutto soleggiato E' tuoE' mio E' stato quel che è stato Questa cosa sempre nuova E che non è mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda e viva come l'estate Noi possiamo tutti e due Andare e ritornare Noi possiamo dimenticare E quindi riaddormentarci Risvegliarci soffrire invecchiare Addormentarci ancora Sognare la morte Svegliarci sorridere e ridere E ringiovanire il nostro amore è làTestardo come un asino Vivo come il desiderio Crudele come la memoria Sciocco come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo Bello come il giorno Fragile come un bambino Ci guarda sorridendo E ci parla senza dir nulla E io tremante l'ascolto E grido Grido per te Grido per meTi supplico Per te per me per tutti coloro che si amano E che si sono amati Sì io gli grido Per te per me e per tutti gli altri Che non conosco Fermati là Là dove sei Là dove sei stato altre volte Fermati Non muoverti Non andartene Noi che siamo amati Noi ti abbiamo dimenticato Tu non dimenticarci Non avevamo che te sulla terra Non lasciarci diventare gelidi Anche se molto lontano sempre E non importa dove Dacci un segno di vita Molto più tardi ai margini di un bosco Nella foresta della memoria Alzati subito Tendici la mano E salvaci
sabato 9 agosto 2008
Rieccomi!!


martedì 29 luglio 2008

Una carissima persona una volta mi diede un foglio che conservo gelosamente e su cui c'è scritto:
Quando si assiste a qualcosa di tragico, ad un incidente stradale, alla scena di una persona sanguinante o incosciente stesa per terra, quando un bimbo o un anziano ti guarda chiedendoti del cibo o anche solo una mano da stringere, è difficile rimanere insensibili: si prova istintivamente qualcosa "che si muove dentro".
Quando vedo morire un uomo, c'è una parte di me che muore con lui.
Quando lo vedo nascere, nasco con lui.
La vita di ciascuno appartiene anche all'altro e nessuno è escluso.
Quando vedo che stai male, mi accorgo che non sono solo fatti tuoi ma anche i miei. La motivazione fondamentale di chi presta un primo soccorso può essere solo interiore.
Il medico, l'infermiere, il soccorritore professionale o volontario, si sentono e si sentiranno sempre chiamati "dall'interno di se stessi" ad aiutare, ad amare attraverso questo aiuto l'altro in difficoltà.
La motivazione fondamentale è "L'AMORE". Nient'altro.
Tu che leggi, potresti pensare che questa sia retorica. Il giorno in cui l'esistere dovesse chiamarti in prima persona a gestire talune malaugurate situazioni, capirai...
...Salvare o contribuire a salvare o aver fatto tutto il possibile per salvare una vita umana, negli istanti supremi in cui saltano puntualmente le logiche egemoni del dare e dell'avere, può essere un primo passo per diventare sempre più e meglio se stessi.
Quando perciò mi capita ancora oggi di dovermi giustificare con chi si permette di darmi lezioni di vita, mi rileggo queste parole e mi rendo conto che l'ignoranza ancora nel 2008 la fa da padrona.
giovedì 24 luglio 2008
La solitudine

mercoledì 23 luglio 2008
martedì 22 luglio 2008
lunedì 21 luglio 2008
Felicità

sabato 19 luglio 2008
19 luglio 1992 -19 luglio 2008

giovedì 17 luglio 2008
A TE

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato all’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempoSenza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che ioTi ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogniE l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni..
martedì 15 luglio 2008
PACE

e di pace
scoppiò nel mondo
come un forte tuono
oltrepassò i cuori
degli udenti
arrivò alle orecchie
come un dolce suono.
Pace diceva uomini tutti,
carità gridava
ma riceveva insulti,
del razzismo spezzate
le barriere
non più bianchi
non più solo neri.
L’uomo mansueto
ascoltava contento,
ma il tristo
gli mandò un male evento:
morte gridò…
per l’uomo ficcanaso
gli sparò un colpo
e gli spezzò la mente
e il suo sangue gocciolò
nel suolo raso…
Lui è morto
ma vive nei nostri cuori
giovedì 10 luglio 2008
I TRABOCCHI



Le cose che ho - Giò Di Tonno
"Ho un piano per resistere
e motivi per andare via
ho un albero di mandorle
proprio di fronte casa mia
ho cicatrici inutili
e poi cieli sempre blu
ho amici consapevoli
e qualcuno che non cerco più
ho voglia di comprendere
ma forse poi mi pentirò
ho scarpe da ginnastica
e libri che non leggerò
ho sogni labirintici
ma neanche una fotografia
ho un ciondolo d’argento
e un motivo per andare via
e poi
per ogni posto che vedrò
per ogni strada che farai
continuiamo a camminare un po’
per tutti i sogni che farò
per ogni cosa che vedrai
ché alla fine quello che io ho
non ha ragione d’essere
senza te
ho cose che non uso mai
e una stanza per le novità
ho foglie sopra il tavolo
e un debito con la realtà
ho corridoi di nuvole
e il mare un po’ più in là
ho nostalgia di credere
e un piano per restare qua
e poi per ogni posto che vedrò
per ogni strada che farai
continuiamo a camminare un po’
per tutti i sogni che farò
per ogni cosa che vedrai
ché alla fine quello che io ho
non ha ragione d’essere
senza te
…
c’è sempre un motivo per andare
e c’è sempre un motivo per restare
amico mio
e in mezzo il cuore batte
col rumore della cassa
e in mezzo si combatte
in mezzo il tempo passa
perché questo cuore è vivo
perché il cuore è una clessidra
e ci sei tu e ci sono io
e c’è la vita in un granello
e poi l’amore, certo l’amore,
sempre quello
che distrugge e risolleva
che esalta e che fa male
ma rimedia alla tristezza
di ogni attimo che fugge
da sempre,
sempre uguale
come la brezza in mare aperto
come la gioia in questo mondo
c’è un motivo per andare
e c’è un motivo per restare
come posso darti torto
ma per questo io ti dico
(e non lo dico solo io)
ti dico ama, ama fino in fondo
che non sei ancora morto
amico mio"