
Ho finito di leggere il libro, "La puttana del tedesco", uno dei più bei libri che ho letto negli ultimi anni.
A dispetto del titolo, che può rimandare a qualcosa di osceno o chissà che cosa, è invece una delicatissima storia, che anche cercando le parole non potrei mai essere chiara e quindi mi rifaccio alla descrizione che è nella sovracopertina del libro stesso.
Settembre 1943, Abruzzo centrale, conca di Sulmona. Ada è una giovane vedova provata dalla vita, con due figli piccoli. Da quando ha perso il marito si è adattata a fare ogni lavoro, rinunciando completamente a se stessa. È però fiera e orgogliosa, e sa nascondere le ristrettezze in cui vive. A volte se ne va da sola sui monti, come una pazza, a raccogliere gli òrapi - una verdura selvatica - e a piangere, là dove finalmente nessuno la vede. Dopo l'armistizio, le truppe tedesche calano sull'Appennino centrale, per attestarvi la linea Gustav. L'Abruzzo si avvia a pagare alla guerra il suo tributo di devastazioni, violenze, eccidi consumati a danno della popolazione inerme; questo mentre i bombardamenti angloamericani riducono interi centri abitati a cumuli di macerie. Nel dolente microcosmo di Ada compare un giorno Helm, un soldato austriaco di venticinque anni, con indosso l'uniforme della Wehrmacht, il quale pian piano entra nel suo mondo.
Spero con questa descrizione, di aver stuzziacato la curiosità di chi come me ha la passione per i libri.
Poi, è ambientato in Abruzzo, e racconta di un periodo storico che io dai racconti conosco molto beneo. Tante volte dai miei zii e nonni ho sentito raccontare delle atrocità che vengono descritti nel libro, delle SS della Wehrmacht, dei Canadesi,
Da mio nonno partigiano, ho saputo di tutto quello che avveniva sui monti sulla linea Gustav, della paura, delle speranze, della fame, del'incertezza per il futuro. Ho saputo del fratello di mia nonna che per essersi rifiutato di salutare un fascista è stato trascinato via e non è mai più tornato.
Oggi, quando sento dire da qualche ragazzino idiota che si professa fascista o nazista, mi viene spontaneo ribattere come diceva mio nonno: Ti ci farei vivere in quel periodo per 5 minuti, così non ti azzarderesti a dirlo neppure per scherzo.